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Life skills: cosa sono e perché sono importanti nel lavoro

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Fino a ‘qualche’ anno fa il possesso di un know how professionale di stampo prevalentemente tecnico era considerato il passepartout per accedere al mondo del lavoro; oggi invece sono le life skills a spopolare tra i requisiti fondamentali per un’eventuale candidatura.

Cerchiamo di capire il motivo di tale cambiamento partendo da una premessa.

Per essere competitive le aziende e tutte le realtà che operano sull’attuale mercato devono essere in grado di allinearsi velocemente alle evoluzioni e di assecondare tempestivamente le richieste della domanda.
Fenomeni quali il progresso tecnologico e trasformazione digitale richiedono flessibilità, pensiero critico, creatività, versatilità e apertura mentale.
Ecco perché la ricerca di professionalità si focalizza su figure poliedriche, flessibili e versatili, sia da un punto di vista disciplinare che per ciò che concerne le attitudini e le capacità personali innate.

Cosa sono le life skills?

Trattandosi di un argomento che riveste un’importanza fondamentale nell’ottica lavorativa dei giovani che si approcciano con sempre maggiore difficoltà al mondo del lavoro l’università telematica Niccolò Cusano di Udine ha deciso di approfondire il concetto di life skills (in italiano ‘abilità trasversali’ o anche ‘competenze soft’).

Iniziamo a farci un’idea generale del concetto partendo dalla definizione fornita da Wikipedia, che riportiamo di seguito:

“Le competenze per la vita (life skills) sono un insieme di capacità umane acquisite tramite insegnamento o esperienza diretta che vengono usate per gestire problemi, situazioni e domande comunemente incontratte nella vita quotidiana.”

L’espressione anglosassone indica in pratica una serie di abilità, relazionali, cognitive ed emotive, che consentono all’individuo di fronteggiare la quotidianità, con le sue sfide e le sue difficoltà, con un atteggiamento versatile, positivo e propositivo.
Gli individui che possiedono tali abilità si adattano più facilmente ai cambiamenti; sono più inclini a prendere decisioni consapevoli e a fare scelte efficaci ai fini della realizzazione delle personali aspettative.

Si tratta quindi di abilità che determinano un buon livello di autostima e fiducia in se stessi; si tratta di capacità che contribuiscono al benessere mentale e a prevenire i disagi psicologici causati dallo stress, dalle difficoltà e dalle problematiche della vita.

A differenza di quello che molti pensano le life skills non sono doti innate; o comunque lo sono solo in parte in quanto vengono sviluppate dagli individui sulla base delle esperienze personali.
Vengono chiamate ‘abilità per la vita’ proprio perchè riguardano i comportamenti e gli atteggiamenti sviluppati e adottati di fronte a particolari situazioni come ad esempio può essere la ricerca di un lavoro, l’avvio di un nuovo progetto professionale o familiare, una difficoltà da affrontare o un problema da risolvere.

Chiarito per grandi linee il concetto cerchiamo di capire nel dettaglio quali sono le life skills principali.

L’OMS ha definito le life skills come le abilità che consentono all’individuo di adottare un comportamento versatile e positivo di fronte alle esigenze e ai cambiamenti quotidiani.

Nel 1993 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato una lista delle 10 abilità psicosociali, suddivise in tre categorie (emotive, relazionali e cognitive), che riportiamo di seguito:

  1. Consapevolezza di sé (emotiva)
  2. Gestione delle emozioni (emotiva)
  3. Gestione dello stress (emotiva)
  4. Comunicazione efficace (relazionale)
  5. Relazioni efficaci (relazionale)
  6. Empatia (relazionale)
  7. Pensiero creativo (cognitiva)
  8. Pensiero critico (cognitiva)
  9. Prendere decisioni (cognitiva)
  10. Risolvere problemi (cognitiva)

Analizziamoli nel dettaglio.

La consapevolezza di sé fa riferimento a 3 aspetti del concetto stesso: il riconoscimento dei segnali del corpo (consapevolezza corporea); il riconoscimento delle emozioni e il modo di reagire di fronte ad esse (consapevolzza emotiva); il riconoscimento dei propri punti di forza, punti deboli, obiettivi, esigenze e preferenze (consapevolezza cognitiva).

La gestione delle emozioni si riferisce alla capacità di rendere produttive le emozioni, che vengono utilizzate come leve per l’azione e la reazione.

Per gestione dello stress si intende l’atteggiamento che conduce l’individuo ad identificare le strategie più efficaci per raggiungere il benessere di corpo e mente. In particolare l’abilità fa riferimento alla capacità di combattere lo stress modificando se stessi e/o l’ambiente circostante.

L’empatia identifica la capacità di immedesimarsi negli altri, per riconoscere, comprendere e condividere i rispettivi stati emozionali.

La comunicazione efficace è un’abilità importantissima, sia in ambito familiare e sociale che in ambito lavorativo.

La skill relativa alla comunicazione include due capacità fondamentali: saper ascoltare e saper comunicare con qualsiasi interlocutore, che nello specifico significa esprimere messaggi che mostrino coerenza tra le parole e la comunicazione non verbale e paraverbale (postura, tono della voce, mimica facciale ecc.).

Le relazioni efficaci indicano la capacità di far valere il proprio ruolo e le proprie opinioni senza prevaricare sugli altri, ma rispettandone idee ed esigenze.
Si tratta di una skill che consente di coltivare relazioni durature, sia in ambito sociale che professionale, e di interrompere quelle dannose.

Il pensiero critico consiste nell’analizzare situazioni e informazioni in maniera oggettiva, senza farsi influenzare da giudizi, pregiudizi e impressioni soggettive.

Il pensiero creativo è la dote dalla quale scaturisce la tempestività necessaria per uscire da situazioni complicate o schemi comportamentali che ostacolano la realizzazione dei sogni.

Saper risolvere i problemi è la capacità che oggi, soprattutto in ambito professionale, viene identificata con l’espressione inglese ‘problem solving’.
Si tratta quindi del complesso di abilità e competenze che attraverso ragionamenti logici conducono all’individuazione e alla risoluzione dei problemi.

Saper prendere decisioni significa essere in grado di attivare il processo cognitivo per identificare la scelta migliore tra le possibili alternative.
La skill consente di condurre in maniera produttiva, quindi sulla base delle priorità, il processo di valutazione e decisione.

skill comunicazione

Le life skills in ambito lavorativo

Abilità comunicative e relazionali, capacità di gestire le emozioni, predisposizione al problem solving (risoluzione dei problemi) e al team working (lavoro di gruppo), capacità di evitare e/o smorzare i conflitti sono alcuni dei requisiti diventati indispensabili per essere presi in considerazione dai recruiter in fase di candidatura ad un impiego.

L’esigenza di assumere profili in possesso delle suddette abilità riguarda tutti i settori del mercato, a prescindere dalla tipologia di attività svolta e dalla dimensione del business.

Alla luce dell’attuale richiesta possiamo affermare che a parità di competenze tecniche il possesso di alcune life skills può davvero fare la differenza in fase di selezione.

Attenzione però a prendere consapevolezza delle personali abilità perché in ambito lavorativo l’eccessiva modestia non paga.
In linea generale essere troppo modesti può essere interpretato come indice di insicurezza: una personalità priva di autostima difficilmente attrae i selezionatori.

Innovazione tecnologica e globalizzazione sono gli aspetti che, più di altri, determinano l’esigenza di assumere professionisti a 360°, ovvero profili in possesso di competenze tecniche specialistiche e abilità personali in grado di fronteggiare le situazioni con un approccio produttivo sia dal punto di vista tecnico-pratico che mentale e psicologico.

Come già accennato in precedenza la consapevolezza di sé, delle proprie capacità e potenzialità, unita alla predisposizione al problem solving e ad una serie di altre attitudini, è un plus che permette di emergere dalla massa e fare la differenza in ottica occupazionale.

Le life skills diventano addirittura indispensabili per crescere professionalmente e per fare carriera, soprattutto per chi ambisce a ricoprire ruoli di tipo manageriale o dirigenziale e per chi ha mansioni di responsabilità.

Concludiamo con una precisazione rivolta a sfatare il mito e la convinzione che le competenze trasversali sono caratteristiche personali innate; per quanto presuppongano una componente caratteriale, esse possono essere allenate e sviluppate dopo aver acquisito una solida base teorica.

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