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Perché le competenze organizzative sono importanti nel lavoro?

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In seguito ai cambimenti che negli ultimi anni hanno interessato a vari livelli il mondo del lavoro sono nate nuove esigenze professionali, che pongono tra i requisiti fondamentali le competenze organizzative.

Oggi le aziende valutano i candidati a 360°, per cui non soltanto dal punto di vista della formazione e/o delle esperienze lavorative pregresse ma anche per ciò che concerne gli aspetti non strettamente nozionistici; oggi diventano importanti capacità e attitudini personali, che possono aggiungere valore alla routine lavorativa.

Stiamo parlando delle cosiddette ‘competenze trasversali’, che possono essere utili per valorizzare, ad esempio, il cv di un giovane che non ha ancora un bagaglio di esperienze lavorative importante.

Cosa sono e quali sono le skill organizzative

Quando si parla di capacità organizzative si fa riferimento ad una tipologia di soft skill, ovvero ad una serie di abilità e attitudini che consentono di aumentare la produttività in ambito lavorativo.

Le capacità organizzative rientrano nella macro-categoria delle ‘competenze trasversali’ per cui conferiscono versatilità a qualsiasi profilo professionale.

In altre parole, si tratta di abilità che possono essere spese in svariati settori lavorativi, sia nell’ambito dei ruoli da dipendente che in quelli da manager.

Nel corso di una carriera manageriale le capacità in oggetto diventano addirittura imprescindibili.
Figure come un manager o un responsabile devono essere in grado di applicare le abilità organizzative sia a livello personale e sia nella gestione del lavoro del proprio team.

Trattandosi di competenze trasversali non sono legate a formazioni o specializzazioni, ma possono essere il frutto di esperienze fatte in ambiti lavorativi, di volontariato, di stage o di progetti scolastici.

Ecco perché offrono l’opportunità a neo-laureati, e a chi in generale non ha ancora un ricco bagaglio di esperienze professionali, di rendere comunque interessante il curriculum.

Le capacità legate a gestione e organizzazione non possono essere acquisite tramite corsi e percorsi scolastici. Si tratta piuttosto di abilità legate all’individuo, in parte derivanti da una componente genetica e in parte dalle esperienze di vita.

Alcune persone hanno doti organizzative e gestionali innate, altre le sviluppano nel corso del tempo in maniera naturale, altre devono impegnarsi per acquisirle, cambiando pian piano il modo di pensare, di agire e di approcciarsi alle situazioni e/o problematiche.

Nella categoria in oggetto rientrano varie tipologie di abilità.
Analizziamo nel dettaglio le più importanti, ovvero quelle più richieste e spendibili sul mercato del lavoro.

Capacità di pianificare il lavoro

Tra le competenze gestionali più apprezzate e ricercate attualmente dal mercato del lavoro rientra la capacità di pianificazione.

Si tratta di un requisito indispensabile in qualsiasi settore professionale, in quanto garantisce puntualità, precisione e produttività.

Cosa significa esattamente saper pianificare?
Significa semplicemente organizzare e predisporre il lavoro in maniera tale da portare a termine gli obiettivi nei tempi e nelle modalità giuste.
Significa individuare e stabilire le priorità sulle quali focalizzarsi; gestire il tempo per far sì che le scadenze vengano rispettate; evitare situazioni di stress.

Capacità di lavorare in gruppo

Un’altra attitudine, tendenzialmente innata, che viene oggi richiesta dalle aziende è quella che fa riferimento al lavoro in gruppo.

Sempre più spesso la gestione dei progetti e/o il raggiungimento di determinati obiettivi sono affidati a team di più persone.
Dal momento che ogni profilo, nell’ambito dello stesso progetto, può avere ruoli e mansioni diverse è importante che il gruppo sia affiatato e perfettamente consapevole del fatto che il raggiungimento degli obiettivi dipende dalla capacità di collaborare.

La propensione a lavorare in gruppo prevede atteggiamenti e comportamente tendenti ad evitare discussioni, a favorire il dialogo e il confronto, a rendersi disponibili, a guidare e supportare i colleghi in caso di difficoltà.

Capacità di gestire gli imprevisti (problem solving)

Spulciando le varie offerte di lavoro sui portali online possiamo notare che tra le soft skills richieste spopola l’espressione inglese ‘problem solving’.

Come si può facilmente intuire, facendo una traduzione letterale veloce, si tratta della capacità di risolvere problemi e imprevisti.

Non conta quale sia la mansione svolta o la posizione ricoperta all’interno dell’organigramma aziendale perché gli imprevisti e le difficoltà sono sempre dietro l’angolo e possono interessare tutte le professionalità.

Che si tratti di un ingegnere o di un insegnante, di un avvocato o di un esperto in economia, ogni figura professionale che opera sull’attuale mercato deve essere in grado di far fronte alle problematiche con tempestività. Non ci si può permettere di farsi sopraffare da panico e sconforto ma bisogna essere in grado, laddove necessario, di riprogrammare il lavoro al fine di risolvere in maniera efficace il problema ed arrivare ugualmente al raggiungimento di un risultato.

skill organizzative

Capacità di mantenere ordinata la postazione di lavoro

Avere una postazione di lavoro ordinata e pulita potrebbe sembrare un dettaglio superfluo, soprattutto per quelli che sostengono di ‘ritrovarsi nel proprio disordine’ e di riuscire comunque ad essere produttivi.

Per quanto la convinzione di riuscire a lavorare bene anche nel caos di una scrivania sommersa di carte o di oggetti sparsi qua e là senza alcun criterio logico possa sembrare valida, esistono numerosi studi che dimostrano l’importanza dell’ordine.

È stato dimostrato che uno spazio di lavoro ordinato, organizzato secondo il criterio dell’utilizzo più frequente, risulta più funzionale, fornisce allo sguardo una visione più gradevole e consente di evitare distrazioni e sprechi di tempo.

La capcità di mantenere ordinato il contesto nel quale si opera risulta ancora più importante nelle situazioni in cui si condivide lo spazio con altre persone.

Capacità di focalizzarsi sugli obiettivi

Lavorare in maniera produttiva significa ottimizzare tempi ed energie.
Significa evitare le famose ‘perdite di tempo’ mantenedo il focus sugli obiettivi da raggiungere e sulla relativa pianificazione.

La capacità di rimanere concentrati, fondamentale nello studio come nel lavoro, può essere sviluppata e/o affinata col tempo, con l’esperienza e l’impegno.
I più fortunati hanno predisposizioni del tutto naturali, che senza troppi sforzi consentono di mantenere sempre alto il livello di concentrazione allontanando le possibili distrazioni.

Le competenze organizzative e gestionali nel CV

Le competenze organizzative rientrano tra le informazioni richieste dal curriculum europeo.

La sezione in questione, spesso sottovalutata, gioca un ruolo fondmentale nell’ambito della candidatura e dell’appeal che un cv può avere agli occhi del selezionatore.
Per far sì che il profilo professionale risulti attraente per il recruiter, e aumentare quindi le possibilità di ottenere l’impiego, è importante prestare particolare attenzione alla stesura del testo.

Partiamo da un presupposto fondamentale per non rendere noioso il documento di candidatura: evitare frasi scontate, banali o peggio ancora copiate da qualche modello di cv pre-impostato.
L’obiettivo è distinguersi, emergere dalla massa e colpire l’addetto alle selezioni con originalità.

Nel formato Europass la descrizione delle competenze organizzative e gestionali deve essere sviluppata in maniera discorsiva, mantenendosi nell’ambito delle 6-7 righe.

Il ‘segreto’ per rendere interessante la sezione è individuare le esigenze dell’azienda relativamente alla posizione da ricoprire; in altre parole individuare le abilità che si allineano, e che quindi risultano fondamentali, per il tipo di lavoro per il quale ci si candida.

Si parte quindi da un’attenta lettura dell’annuncio, o in caso di candidatura spontanea dalle sezioni ‘chi siamo’ e ‘mission’ dell’azienda.

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